Il Trauma

Quanto detto permette di chiarire la posizione che abbiamo riguardo al concetto di “trauma” come organizzatore causale ed esplicativo della psicopatologia.

Riteniamo necessario lo studio dei life-events per la comprensione della genesi dell’organizzazione psichica del paziente,e che non siano gli eventi in sé ad essere più o meno significativi per lo sviluppo psichico ma il significato che ciascuno attribuisce all’evento.

Inoltre che questo copartecipi, insieme ad altri fattori biologici e temperamentali, alla comparsa di sintomi psicopatologici.

Il concetto di TRAUMA rappresenta l’ennesima sfida tra coloro che ne vedono la pericolosità nella fumosità della definizione e quindi della misurabile relazione con struttura di personalità, psicopatologia, con il rischio che tutto diventi sempre riferibile ad eventi passati e presenti, reali o fantasmatici, che giustificherebbero a sofferenza psicopatologica e coloro che invece ne assumono l’evidente importanza derivata dal racconto che i pazienti fanno della storia del loro problema associandoli in nessi esplicativo-causali.

TRAUMA etimologicamente proviene dal greco con significato di “ferita”. Diamone una definizione. Il trauma è la conseguenza psicopatologica ad un evento significativamente negativo per il soggetto che lo vive.

In questo modo sgombriamo il campo da definizioni che necessitano di identificare eventi che per intensità o qualità possono essere “oggettivamente” traumatici. In questo modo non risolviamo il rebus. Il concetto di trauma è intrinsecamente legato a quello di “soggettivo”. Ciò che è traumatico per una persona può non esserlo per un'altra. Essere coinvolti in un attentato terroristico che vede decine di morti, o in una catastrofe ambientale come un terremoto uno tsunami, in episodi di guerra o in drammatici esodi sono eventi estremi che però vedono solo alcune delle persone coinvolte reagire con sintomi psicopatologici altri no.

Alla luce di queste considerazioni e della difficoltà di darne, per l’ennesima volta, una definizione operativa, oggettiva, quantificabile, operazionalizzabile e quindi utilizzabIle per procedure terapeutiche specificamente mirate alla cura, alcuni condannano l’attenzione alla relazione tra trauma e psicopatologia come una vecchia fascinazione cui non sappiamo rinunciare. Per questi, noi ancora innamorati del mito del primo Freud non riusciamo a dimenticarlo e per accettare di vivere una realtà meno fascinosa ma più autentica e reale.

Peccato che non sia proprio così, ed è proprio la ricerca a fornire dati progressivamente più importanti riguardo al peso che eventi traumatici hanno sulla qualità della psicopatologia, sul decorso dei disturbi, sull’inefficacia di cure altrimenti efficaci, sulla trasmissione transgenerazionale di certi esiti. Negli anni si è capito come traumatico non siano solo le violenze ma anche i maltrattamenti e gli abusi. E non solo quelli accaduti una volta e particolarmente drammatici ma anche e soprattutto quelli continuativi con un effetto cumulativo. Che l’età in cui si sono fatte queste esperienze è fondamentale rispetto all’importanza dell’esito. Tanto più precoce quanto più profonda sarà la ferita. E ancora fondamentale nei traumi relazionali da chi si è subita violenza, se da un genitore un familiare, un parente, uno sconosciuto. Ma ancor più importante quanto questo evento sia stato possibile raccontarlo, alle figure significative e come è stato accolto questo racconto, tanto più si è cercato di minimizzare, di non approfondire di dimenticare o peggio criticando la vittima perché in qualche modo e in parte colpevole e responsabile, tanto peggiori saranno le conseguenze negative.